Discectomia percutanea lombare

Numerose sono le cause che possono provocare dolore lombare, ma sicuramente la più frequente è costituita dalla patologia discale. La degenerazione dei dischi intervertebrali si caratterizza per una minore capacità contenitiva dell’ anulus fibroso, determinando direttamente (protrusione, sotto l’effetto pressorio del nucleo polposo) od indirettamente (erniazione vera e propria del nucleo stesso attraverso una fissurazione anulus) una compressione del midollo o delle radici nervose emergenti a tale livello.

Si possono riconoscere vari quadri di degenerazione discale:

  • protrusione discale, sfiancamento delle fibre costituenti l’anulus fibroso, con compressione postero-laterale.
  • ernia sottoligamentosa o contenuta, quando il nucleo polposo è erniato attraverso una lacerazione dell’anello fibroso, ma è ancora contenuto al di sotto del legamento longitudinale posteriore.
  • ernia estrusa quando il nucleo polposo fuoriesce perforando anche il legamento longitudinale posteriore e protrude direttamente nel canale vertebrale.
  • ernia espulsa o libera se il materiale erniato si stacca del tutto dal disco da cui proviene ed appare libero nel canale vertebrale, dove può migrare.

La sintomatologia legata alla patologia discale dipende dal volume dell’ernia stessa, dalla sua posizione e dallo spazio intervertebrale interessato.

In generale però il quadro clinico è caratterizzato da dolore, disturbi della sensibilità e della motilità.

Il trattamento di protrusioni o ernie discali può essere medico o chirurgico. La terapia di prima istanza è fondamentalmente rappersenta della fisioterapia associata a terapia farmacologia con anestetici e cortisonici. In assenza di risposta ai trattamenti conservativi si pone l’indicazione alla terapia chirurgica, anche se il riscontro di recidive non risulta essere trascurabile. Per ovviare a tale problematica si è cercato negli ultimi anni di sviluppare tecniche mininvasive in grado di ottenere una pronta risoluzione della sintomatologia associata ad una ridotta traumaticità dell’intervento.

Le tre procedure di Radiologia Interventistica in grado di perseguire tale scopo sono denominate Nucleoplastica, Ossigeno-Ozono Terapia e Discectomia Percutanea.

I pazienti candidati ai suddetti interventi presentano:

  1. Anamnesi ed esame obiettivo positivi per il dolore lombare.
  2. Risonanza Magnetica che evidenzia o una protrusione anulare od un’ernia discale.
  3. Protrusione discale con dimensioni inferiori del 33% del diametro sagittale del canale spinale.
  4. Fallimento della terapia fisioterapica per un periodo non inferiore ai 3 mesi.

La procedure sono controindicate in pazienti che presentano:

  1. Fissurazioni anulari.
  2. Obesità.
  3. Stenosi spinale
  4. Frattura spinale o tumore.

La Discectomia Percutanea permette, grazie all’utilizzo di un particolare ago, la parziale frammentazione ed aspirazione del nucleo polposo con la conseguente riduzione volumetrica e decompressione delle radici.

La procedura viene eseguita con tecnica fluoroscopica biplanare o TC, con il paziente blandamente sedato e posizionato in decubito prono. Un ago da 17 G viene inserito con l’estremo posto nel punto di passaggio tra l’anulus fibroso e il nucleo polposo. Utilizzando l’accesso dell’ago si procede preliminarmente ad eseguire una discografia che ci permetterà di valutare se l’anulus fibroso è fissurato. La durata della procedura è di circa 25 minuti.

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